Volo di sola andata per un film.
L’inizio dell’American Dream
04 aprile 2024, 19:47 – Miami
Siamo atterrate con due voli diversi: Clarissa a New York e io a Miami. A lei hanno fatto fare un atterraggio di emergenza per maltempo. Iniziamo quest’avventura separate, ma sono certa che la porteremo a termine insieme.
Sono ai controlli del visto. Le persone mi sembrano rilassate, in questa enorme stanza vuota adornata da una verde moquette segnata dai passi dei viaggiatori. Una volta superati i controlli e le svariate domande del poliziotto, posso finalmente dichiararmi a Miami.
Inizio a guardarmi intorno e la prima cosa strana che noto è la scritta fatta con i fiori “Bésame Mucho”, all’uscita dell’aeroporto. Tempo dopo avrei compreso che la Florida è uno stato americano profondamente legato all’America Latina, dove lo spagnolo prevale sulla lingua inglese. Ecco spiegata la rilassatezza che ho percepito una volta atterrata.
Salgo su un Uber e il naso mi si incolla al finestrino. SONO IN UN FILM.
Tutto sembra uguale alle pellicole dei grandi schermi che mi hanno cresciuta. Arrivo davanti a quella che sarebbe stata la mia casa per dieci giorni, proprio di fronte al ristorante dove lavoreremo. Questa sera mi riposo, aspettando Clarissa, e mentre la mia mente si rilassa, come fa il mio corpo sul materasso dopo undici ore di volo, penso:
“Chissà come se la sta passando Clarissa.”