Libri e letteratura

LO STRANO CASO DI LAURA: Fulmine a ciel sereno

Laura, 27 anni, psicologa.
Un tiepido sole di marzo, la vede su una spiaggia a rilassarsi, sdraiata su un tappetino di gomma, mentre il mare è piatto, con un libro aperto alla pagina 27 e lei che sorseggia una bottiglietta di acqua, cercando un po’ di pace e serenità.
Dopo l’iscrizione all’albo degli psicologi e aver allestito il suo studio in centro città, si è concessa una gita fuori porta dalla routine frenetica degli ultimi tre mesi ed ora è pronta ad avviare la sua attività, tanto sognata e sudata.
Collabora con il polo ospedaliero cittadino da un anno e senza poterlo immaginare, la sua vita sta per essere stravolta.
Il cielo è azzurro, limpido, senza nuvole e la spiaggia vede già persone intente a prendere un po’ di sole, altre a giocare e bimbi che corrono in tutte le direzioni.
Qualcuno si azzarda a camminare sul bagnasciuga con le scarpe in mano e i pantaloni arrotolati al ginocchio.
È un sabato pomeriggio e Laura attende il suo fidanzato Alex, amico di sempre, anch’egli psicologo che l’ha sempre supportata negli studi ed ora è diventato anche il suo socio in affari, avendo costituito con lei la società L&A psicologi.
Lo vede arrivare, lo chiama, stende un altro tappetino accanto al suo e lui le dà un bacio sulla fronte e si sdraia.
Il cielo si illumina di giallo e un fulmine a ciel sereno cade sulla spiaggia, l’aria diventa elettrica e un fuggi fuggi generale crea panico, lasciando a terra un uomo, che a pochi passi da Laura, stava lanciando una pallina da tennis a due ragazzi intenti a giocare sulla spiaggia.
ll fragore del tuono arriva dopo una decina di secondi e dal lungomare sovrastante la spiaggia, partono le prime chiamate di soccorso.
In pochi minuti la macchina dei soccorsi è attiva e sulla spiaggia, l’uomo a terra viene portato via. Laura e Alex, sgomenti si alzano e Laura lamenta un forte mal di testa, ma dice ad Alex che vuole solo andarsene a casa.
Una veloce visita da parte dei sanitari le consiglia di presentarsi al pronto soccorso se entro mezz’ora non le passa o subito se si intensifica, poiché non ha accettato di andare con loro.
Laura e Alex si avviano all’auto di Alex, in quanto Laura ha raggiunto la spiaggia con i mezzi pubblici, sapendo che poi Alex l’avrebbe raggiunta ed è stata una fortuna, perché Laura non sarebbe stata in grado di guidare.
Laura cammina sorretta da Alex, tenendo gli occhi chiusi, solo così il mal di testa si affievolisce.
Giunti a casa, parcheggiano l’auto in garage, scendono dall’auto e lei si sente meglio.
Apre gli occhi e Alex ha già acceso la luce, quindi chiude la serranda e si avviano all’ingresso della palazzina che al piano terreno ospita la loro dimora.
Le luci di cortesia all’entrata si accendono e loro giungono alla porta.
Aprono la serratura e all’interno dell’appartamento si accende la luce, senza che loro abbiano azionato alcuna pulsantiera e l’open space di cucina, sala da pranzo e salotto è illuminato.
Quando lei si siede comoda sul divano e pone lo sguardo verso il televisore, esso si accende e un fugace sguardo misto a paura e incomprensione li accomuna.
Lei chiude gli occhi e si spengono le luci e anche il televisore, li riapre e si illumina di nuovo tutto e riparte il televisore.
È assodato che è lei la conduttrice di questo Carosello.
Il mal di testa di Laura sembra scomparire e insieme raggiungono il bagno, dove le luci si accendono al loro passaggio, la lavatrice entra in stand-by, in attesa che venga avviato un programma di lavaggio, così come l’asciugatrice.
Entrano nella loro camera da letto e succede la stessa cosa, luce accesa, parte il televisore e anche il loro letto contenitore elettrico motorizzato, assume tutte le posizioni disponibili diligentemente, una alla volta.
Lei chiude gli occhi e tutto finisce, torna la normalità; spaventati e preoccupati, vanno a sedersi in sala sul divano e lei dice di sentirsi in ottima forma.
Unica sua preoccupazione è quella di tenere gli occhi chiusi per poter dialogare senza Interferenze.
Alex ha un’idea, provare ad inforcare occhiali da sole scuri.
Torna dalla camera da letto con quelli semplicemente scuri e con quelli polarizzati.
Laura prova quelli scuri, ma non hanno alcun effetto, infatti si accende la luce, parte il televisore, il forno elettrico entra in stand-by, così come il computer e il cellulare; prova quindi quelli polarizzati e il risultato non cambia, ma perlomeno deve avvicinarsi agli oggetti elettrici, perché questi partano.
Alex va nuovamente in camera e torna con il suo ultimo acquisto, un paio di occhiali polarizzati a specchio verde e Laura inforcandoli, finalmente tiene a bada elettrodomestici, luci, ecc.
Ora possono parlare tranquillamente dello strano caso di Laura e sul da farsi.
È Laura che interrompe il silenzio e rivolgendosi ad Alex esclama:
-Ma che diamine! Mi sento una Power Bank carica…. forse devo solo scaricarmi! –
Alex scoppia in una risata nervosa, ma poi ha una nuova idea e dice: -Laura non hai detto una battuta idiota! Mio padre ha la Volvo EX30 elettrica!-
Laura incalza:
-No! Vabbè! Ha due mesi di vita! E se distruggessi le batterie?-
Silenzio. Assoluto silenzio.
Uno sguardo d’intesa e all’unisono:

  • Proviamo prima con una bicicletta elettrica! –
    Alex chiama sua madre al cellulare: – – Ciao mamma! la tua bici elettrica è carica? Volevo sapere se potevo venire a prenderla, perché la mia auto serva a Laura e la sua devo portarla dal gommista, perché ha un chiodo in una gomma e ho paura che
    possa sgonfiarsi. –
    E sua madre:
    -Ti occorre ora? Tuo padre è a casa, puoi prendere l’auto! –
    Alex non se l’aspettava, ma incalza:
    -Grazie mamma, ma preferisco la bici, devo solo andare a ritirare le tende per lo studio. Mi hanno chiamato ora che sono pronte e con il traffico, farei prima in bicicletta.- -Ok Alex, ma è circa a metà carica e ora te la ricarico, così quando arrivi ne ha un po’ di più.-
    -Grazie mamma! Esco ora, 15 minuti e sono da te! –
    Chiusa la chiamata, la loro risata è innocente e complice.
    -Devo uscire subito, o poi devo girare tutta la città per scaricarla! Ma posso lasciarti sola? – chiede a Laura.
    Poi prende il cellulare e chiama Laura e le chiede di non riagganciare fino al suo ritorno, così possono parlare per tutto il tempo che occorre, tanto più che entrambi hanno i cellulari completamente carichi.
    Le dà un bacio ed esce correndo, 10 minuti dopo suona il campanello all’abitazione dei suoi.
    Suo padre è alla porta, già pronto per accompagnarlo in auto, ma lui disdice la gentilezza, sostenendo che farebbe prima in bici e che deve andare subito.
    Sua madre, nel frattempo, ha preparato un caffè e lo raggiunge in garage con la tazzina in mano.
    Lui ringrazia, beve il caffè bollente d’un fiato, ustionandosi la lingua, ma non importa.
    L’unica cosa che importa a Alex, è arrivare a casa prima possibile. Saluta i genitori, prende la bici e si precipita da Laura, che lo attende in garage, senza occhiali e con la luce accesa.
    Appena lui entra, la batteria si carica, quindici minuti ed è al limite.
    Laura mette gli occhiali e la bici è pronta per essere scaricata.
    Alex pensava ci volesse più tempo e lei era in forma, piena di energia. Salgono in casa e Laura ha un’idea, provare ad utilizzare forno elettrico e lavatrice insieme, comandati da lei.
    Riempiono la lavatrice, preparano una lauta cenetta e lei toglie gli occhiali e tutto riprende a funzionare, comprese luci e televisori.
    Poiché lei sente che pare funzionare, lui nel frattempo con la bici, va al vicino supermercato, dove c’è una rampa piuttosto ripida per salire al parcheggio scoperto, e uno, due, tre, dieci volte su e giù dalla rampa, e la bici inizia a dare segno di doverla ricaricare, quindi va a casa ad attendere che la lavatrice e il forno finiscano.
    Trova Laura seduta sul divano che dice di essere stanca e di avere fame.
    Finalmente qualcosa di positivo.
    La lavatrice finisce il ciclo e il forno sforna un bel piatto di cosce di pollo con le patate.
    Mangiano tranquillamente, dopodiché si precipitano in garage a caricare la batteria della bicicletta e… niente, non si ricarica, i casi sono due, o la batteria si è guastata, o Laura si è scarica.
    Tornano in casa, Laura toglie gli occhiali, entrano ed è finalmente buio e la tv è spenta.
    Una giornata che ha letteralmente scaricato tutti e due.
    Vanno a dormire con il proposito per l’indomani, di fare tutti e due un check-up medico.
    L’indomani si svegliano entrambi di buon’ora e di buonumore, chiamano Stefano, un amico che dirige uno studio polispecialistico in città, e gli dicono che vorrebbero fare un check-up completo per entrambi in giornata, visto che solo il giorno prima, erano su quella spiaggia dove è caduto il fulmine, così il tempo di una doccia e sono da Stefano. Vengono sottoposti a diversi tipi di esami fra cui una TAC e il risultato è negativo in tutti gli esami, ma Stefano gli consiglia riposo e integratori energetici, giusto per caricarsi un po’.
    Quando escono, gettano nel cestino la ricetta per gli integratori energetici, si prendono per mano e vanno incontro alla frenetica giornata che li attende, partendo dal dover ricaricare la bicicletta.
    Assolutamente nulla di energetico, si rifiutano di ricaricarsi.

Vezzoli Elena