La porta dell’inferno in Siberia 

La porta dell’inferno è una voragine profonda più di cento metri e lunga due chilometri.

Si è spalancata così, all’improvviso, un quarto di secolo fa. Proprio come aveva profetizzato un’antica leggenda. E’ per questo che gli abitanti della Jacuzia stanno ben lontani dalla voragine che si è creata non lontano dalla città di Batagai, in Siberia.

All’inizio non era così grande, ma anno dopo anno la porta si è spalancata raggiungendo queste gigantesche dimensioni. Al suo interno non bruciano le fiamme, almeno non come nel cratere infuocato che brucia in Turkmenistan. Tuttavia, i geologi hanno trovato al suo interno testimonianze non meno terrificanti: secondo gli studiosi, infatti, la sua formazione è legata ai cambiamenti climatici.

Il fatto più inquietante è sicuramente che la voragine continua a muoversi, diventando sempre più profonda, con un ritmo di 18 metri l’anno. E crateri simili si stanno aprendo in tutto il Circolo polare artico: un fenomeno non dà segni di resa, proprio perché sarebbe alimentato dal riscaldamento globale, abbinato al disboscamento innescato dalle industrie della zona.

La Jacuzia è una delle regioni più fredde sulla Terra. Ed è proprio qui che l’innalzamento delle temperature sta causando danni irreversibili, proprio come questo cratere. Il fenomeno non raggiungeva questa scala almeno da diecimila anni, quando la Terra è passata dall’era glaciale all’Olocene e «Mi aspetto che continui a crescere finché non finirà il ghiaccio del permafrost – lo strato perennemente ghiacciato del terreno – o sarà sepolto dai sedimenti», ha spiegato il dottor Julian Murton, professore di geologia all’Università del Sussex. Arrivare a prevedere altri sprofondamenti non sarà facile, così come trovare a breve soluzioni per arrestare lo sprofondamento.

Si dice però che esiste anche la porta del paradiso e si trova in Cina.

Bisogna prima percorre 99 tortuosi tornanti, poi salire 999 scalini. Una fatica non indifferente, che verrà ripagata dallo spettacolo della natura offerto dal Monte Tianmen, in Cina.

Siamo vicino alla città di Zhangjiajie, nella provincia di Hunan. In cima ad una montagna si trova una suggestiva caverna di roccia naturale a forma di arco, alta trenta metri e profonda 70, che si scaglia verso il cielo. Questa formazione rocciosa, unica al mondo, sembra risalire all’anno 263. Quando – in seguito ad un evento catastrofico – il dorso di una grotta crollò lasciando un buco nella parete e creando questo suggestivo panorama che i cinesi definiscono «il simbolo più vicino a Dio presente sulla terra».

Raggiungere la porta del paradiso richiede uno sforzo fisico non indifferente. Per ammirarla è necessario prendere un autobus per affrontare i tortuosi tornanti che s’inerpicano sulla montagna, poi percorrere la ripida scala che conta ben 999 gradini. Non a caso, per la sua conformazione, questo percorso è stato ribattezzato Tongtian, ovvero Viale verso il cielo. In alternativa è possibile usufruire della funivia più lunga del mondo, la Tianmen Mountain Cable, che in 20 minuti percorre circa 7,5 chilometri. 

Ma non finisce qui. I più impavidi, oltre a varcare la porta del paradiso possono anche camminare lungo il versante orientale del Monte Tianmen su una passerella in vetro. Una passeggiata a strapiombo su 1430 metri di vuoto assoluto, riservata solo a chi non soffre di vertigini. Questo sentiero si chiama Walk of faith, ossia Cammino della fede, e deve essere percorso con dei copriscarpe per non graffiare il pavimento. Nonostante il senso di vuoto, la passerella trasparente – lunga 60 metri, spessa 6 centimetri e larga meno di un metro – è assolutamente sicura perchè e vetro temperato. 

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Al prossimo articolo, un bacio, Miriana.

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