La depressione, una malattia da non sottovalutare mai

Siamo abituati a pensare che, alla radice di una depressione importante, ci siano cause a loro volta importanti.

“Cose grosse”, che produrrebbero sintomi alla maggior parte di noi, qualunque sia la nostra personalità: un lutto, una separazione, la perdita del lavoro, stalking, un conflitto sentimentale. Esiste, tuttavia, una categoria di depressioni che viene abbastanza trascurata: quella scatenata da “piccoli eventi”; così piccoli da non essere neanche considerati. Si tratta di eventi, situazioni, cambiamenti o totale mancanza degli stessi, che non appaiono così rilevanti né alla persona sofferente né allo specialista. Tuttavia possono scatenare sintomatologie depressive anche molto intense. 

Mai parlarne con chi banalizza il dolore. Quando l’innesco della depressione è considerato “minore” è facile che, dopo un po’ che ci si confidi o ci si lamenti o si chieda aiuto agli altri, questi cominciano a giudicare come eccessiva la nostra reazione. “Dai ho capito che stai male, ma in fondo non è successo niente di che”; “non facciamola troppo grossa, adesso!”

Questa delegittimazione è molto pericolosa. Da un lato ci dice, in sostanza, che siamo degli stupidi che non sanno per cosa è giusto soffrire, dall’altro ci fa sentire in colpa, perché rompiamo le scatole senza un vero motivo. Noi dobbiamo proteggerci da questi consigli e giudizi. Anche quando dati per amore e in buona fede, perché ci allontanano dalla guarigione e ci inducono – forse per l’ennesima volta – a “schiacciare” il nostro dolore. Ci spingono verso la depressione cronica o mascherata, o comunque impedendoci l’elaborazione.

Quindi non dobbiamo vergognarci se a mandarci in depressione, in apparenza, è stato un evento minore o quasi futile, perché non è minore per noi, anzi ha grande importanza. È solo elaborando lo stato interno che lo ha scatenato si potrà avere una vera guarigione.

Ci sono forme di disagio interiore di cui a volte è difficile individuare il senso, anche se l’abbiamo davanti agli occhi. Senza alcun preavviso ci sentiamo un po’ inquieti ed un po’ nervosi. A volte tesi e a volte stanchi; talora tristi e talora arrabbiati.

Una delle leggi della psiche è: ciò che accade fuori è solo lo specchio di ciò che accade dentro. Tradotto, proiettiamo all’esterno timori e conflitti che non siamo in grado di gestire e spesso nemmeno di vedere dentro di noi.

Io ne soffro da anni, e per anni ho avuto accanto persone sbagliate che mi giudicavano anziché capirmi. Vivere non è facile, ognuno di noi ha le sue problematiche interne, bisogna avere la forza di alzarsi sempre. Circondarsi di persone positive, avere un hobby che ci aiuti a distrarci.

La miglior cura alla depressione ed ai disturbi dell’umore in generale è, a parer mio, da cercarsi dentro di noi, nel saper vedere sempre il lato positivo, quello migliore, delle cose; o perlomeno impegnarsi sempre nel trovarlo. Il capire che ogni cosa ha qualcosa di buono. Senza dover sempre per forza cercare il massimo, è tutta una questione di proporzioni tra quello che ci aspettiamo e quello che alla fine troviamo.

Il pessimista vede il negativo anche in ciò che è sostanzialmente positivo, mentre l’ottimista tiene per sè quanto di buono trovi in ogni cosa.