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Il corso di laurea in scienze motorie

1. PREMESSA

Il corso di laurea in Scienze Motorie, da un punto di vista prettamente accademico, fornisce tutte le conoscenze e le informazioni relative al funzionamento del corpo, sia dal punto di vista meccanico che organico. Analizza i fattori legati alla salute e alla prevenzione delle patologie, attraverso esami che offrono una panoramica completa sullo scenario dell’insegnamento, includendo anche l’aspetto psicologico (psicologia dello sport), sia in ambito lavorativo che non. L’ambiente sportivo viene considerato anche nel suo contesto professionale.


2. IL CORSO DI LAUREA

Il corso si compone di un primo ciclo triennale, seguito da un biennio specialistico. Dopo il triennio, lo studente può scegliere tra due indirizzi di specializzazione:

In Italia, i corsi di laurea magistrale in Scienze Motorie sono suddivisi in due classi principali, secondo il Decreto Ministeriale n. 270/2004:

LM-67 – Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate:

  • Management delle attività motorie e sportive
  • Scienza dell’attività fisica per il benessere

LM-68 – Scienze e tecniche dello sport:

  • Attività fisica e promozione della salute
  • Scienza dello sport
  • Scienza e tecnica dello sport
  • Scienza, tecnica e didattica dello sport
  • Scienze della valutazione motorio-sportiva e tecniche di analisi e progettazione dello sport per disabili
  • Scienze dello sport e della prestazione fisica
  • Scienze e management dello sport e delle attività motorie
  • Scienze e tecniche avanzate dello sport
  • Scienze e tecniche dell’attività sportiva
  • Scienze e tecniche dello sport e delle attività motorie preventive e adattative

Le denominazioni dei corsi possono variare leggermente tra le università italiane. Per informazioni dettagliate è sempre consigliabile consultare i siti ufficiali delle singole università.

Sebbene l’elenco sia reperibile ovunque, nella mia esperienza personale, la scelta della specializzazione avviene spesso in base alla propria indole. Tuttavia, la maggior parte degli studenti tende a scegliere l’indirizzo che offre maggiori opportunità lavorative, ovvero la LM-67, poiché include un numero maggiore di esami con più CFU e un peso maggiore in ambito concorsuale, grazie anche alla presenza di numerose materie di tipo pedagogico.


3. SBOCCHI PROFESSIONALI

Gli sbocchi professionali includono diversi ambiti sportivi e didattici, come:

  • Docente scolastico di educazione motoria nella scuola primaria (classe di concorso EEEM), e nella scuola secondaria di primo e secondo grado (ex A048 e A049, ora AS48 e AM48).
  • Istruttore sportivo in centri sportivi, palestre, ecc.

In Italia, la maggior parte dei laureati tenta la strada del settore pubblico attraverso i concorsi scolastici.


4. NON SI FA ATTIVITÀ GINNICA A SCUOLA

Questo titolo riflette esattamente ciò che accade nelle scuole secondarie: durante l’ora di educazione fisica non si fa ginnastica né attività mirate alla salute. Le attività riscontrate sono prevalentemente ludiche, spesso di squadra (calcetto, pallavolo, basket), sia nella scuola secondaria di primo che di secondo grado. Nella primaria, le attività sono ancora più leggere.

Le ragioni di questa impostazione sono molteplici (già affrontate in altri contesti), ma il risultato è che queste attività non apportano alcun reale beneficio fisiologico o strutturale agli studenti. Insegnare le regole di uno sport non ha alcuna utilità per la salute, specialmente se non viene praticato regolarmente o in maniera agonistica.

Sarebbe molto più utile, invece, insegnare agli studenti come ricercare la propria soglia aerobica, sviluppare il tono muscolare attraverso attività cicliche (come la corsa o la bici), migliorare la coordinazione e la stabilità muscolare (es. con esercizi di ginnastica posturale o “animal moves” in quadrupedia).


5. LE ATTIVITÀ TECNICO-PRATICHE NEL CORSO DI LAUREA LM-67

Parliamoci chiaro: nella mia esperienza, i corsi pratici erano pochi e frammentari, non tanto per contenuti quanto per presenza effettiva nel piano formativo. Un corso di laurea che dovrebbe formare insegnanti di educazione fisica non può basarsi quasi esclusivamente sulla teoria, lasciando poco spazio alla pratica.

Oltre a fornire le basi teoriche, il corso dovrebbe prevedere sessioni pratiche nelle scuole (primaria, media e superiore) per insegnare come strutturare una lezione, come scegliere gli esercizi più adatti a soggetti con difficoltà, con predisposizioni sportive o normodotati.


6. L’ATTIVITÀ NELLA GIOVANE ETÀ: L’ASPETTO LUDICO È IMPORTANTE, MA COMPLEMENTARE

Si dice spesso che nelle prime fasce d’età l’attività motoria debba essere solo ludica. Non è del tutto corretto. Gli elementi tecnici e sportivi vanno sicuramente introdotti in un secondo momento, ma è fondamentale sin da subito insegnare le basi del movimento: mobilità articolare, tono muscolare, resistenza, gesti preparatori ad acrobazie (ruota, capovolta, salti…).

Il gioco dovrebbe essere un completamento, uno strumento per mettere in pratica e testare abilità decisionali, resistenza, rapidità e coordinazione.


7. COSTI, BENEFICI E PUNTI PRO

Il corso di laurea in Scienze Motorie ha costi leggermente superiori alla media, ma si mantiene comunque accessibile. Le materie sono di media difficoltà, soprattutto per chi ha già una predisposizione culturale e sportiva o esperienze pregresse nel settore.

I benefici principali sono:

  • Una solida base culturale e scientifica su aspetti biologici, fisiologici e neurologici applicati al movimento.
  • Competenze pedagogiche e metodologiche utili per l’insegnamento.
  • CFU in materie antropo-psico-pedagogiche, utili per accedere ai concorsi scolastici, in particolare con la specializzazione LM-67.

8. PUNTI CONTRO

Il corso di laurea non fornisce una formazione tecnica pratica approfondita sull’esercizio fisico. Tutto ciò che riguarda la preparazione atletica, lo sviluppo dell’atleta, la progressione graduale in ambito sportivo e fitness, viene lasciato ad altri corsi esterni di formazione.

Salvo rari casi (nella mia esperienza un corso sulla stabilità e il core), manca una reale formazione pratica. Questo è un limite importante per un corso che mira a formare professionisti del movimento.


9. UTILIZZARE LA BASE PER ACQUISIRE ALTRE COMPETENZE

Il corso fornisce una preparazione teorica completa, che può rappresentare un’ottima base per apprendere, successivamente, metodiche tecnico-pratiche in diverse discipline sportive.
Tuttavia, è fondamentale consolidare queste conoscenze con la pratica costante, soprattutto in ambito sportivo.