Fame nervosa, cause e conseguenze

Avete mai provato quella voglia irrefrenabile di mangiare che porta a svuotare il frigorifero o ad ingurgitare voracemente qualsiasi cosa, dalla barretta di cioccolato al sacchetto di taralli? È un dato di fatto: non si mangia solo quando si ha fame. Molte persone, quando si sentono un po’ giù o sono più nervose, vanno alla ricerca di alimenti piacevoli. Trasformano le loro giornate in uno spuntino continuo, dannoso per la linea e la salute. 

L’impulso spinge ad orientarsi tipicamente verso dolci o snack salati in grado di procurare soddisfazione immediata, anestetizzando la sensazione di malessere del momento. Grazie all’intenso potere che esercita a livello psicologico, il cibo può diventare una vera e propria droga. Una pillola del benessere capace di gratificare e di alleviare illusoriamente un attimo di tristezza, ma al tempo stesso di mandare a monte in pochi minuti settimane di dieta e palestra. 

Per timore di affrontare i desideri reali, si preferisce rinchiudersi in una gabbia fatta di gratificazione alimentare. Alla radice di un appetito che non viene dal corpo, ma dall’anima, ci sono infatti bisogni fondamentali che non sono soddisfatti. Chi mangia in modo compulsivo tende a nascondere ed a reprimere parti di sé che teme o che non vuole riconoscere. Al punto che non vive più la propria vita ma un’altra. Si può sentire poco appagato, soffocato, poco apprezzato o imprigionato in una routine alienante. 

L’osservazione consapevole delle emozioni che innescano la fame nervosa è il miglior punto di partenza per capire ciò di cui hai veramente bisogno e che cerchi di coprire con il cibo. Quando arriva l’attacco di fame cerca di accorgertene e di allungare l’intervallo di tempo tra il senso di fame e la tua reazione impulsiva. Nel frattempo impara a esplorare le tue emozioni, a percepire cosa cela la tua fame e a decidere se mangiare o fare qualcos’altro. 

Lasciare spazio alle tue emozioni e riconoscerle come tue ti aiuta a valorizzare il tuo mondo interiore, scoprendone le risorse inesplorate.

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